DOTS37-[Perché] 80.000 fan della Korean Wave da 118 nazioni hanno spedito la petizione “Salvate i JYJ” alla corte coreana.

Traduzione italiana di SarahDot_Italy
Correzione a cura di MicaelaDOT_Italy

CHOSUN ILBO

[Perché] 80.000 fan della Korean Wave da 118 nazioni hanno spedito la petizione “Salvate i JYJ” alla corte coreana.

11 Marzo 2011

Di Suk Nam Joon

Il 28 del mese scorso una petizione è stata spedita al distretto centrale della Corte di Seoul e alla Federazione Coreana per il Commercio Equo. La lista dei segnatari era piena di nomi insoliti come Suchata, Beya, Wibower, Ruth Vita e Nithram. 86.000 fan internazionali hanno firmato la petizione che richiedeva che al gruppo di idol JYJ fosse garantito il diritto di esibirsi liberamente e che i loro diritti umani fossero protetti. Il totale delle nazioni da cui provengono è 118. Ma che cosa è accaduto?
I JYJ sono un gruppo formato da Kim Jaejoong, Park Yoochun e Kim Junsu che erano parte del gruppo idol TVXQ. Dopo aver avviato una causa legale nel luglio del 2009 contro la loro ex agenzia SM Entertainment affinché i loro contratti fossero invalidati perché ingiusti, essi si sono resi indipendenti.
Nonostante i JYJ siano attivi in diversi campi come ad esempio nei musical o nei telefilm, non hanno ancora avuto l’opportunità di incontrare i fan attraverso i programmi musicali pubblici.
Il 20 di Gennaio, l’entità quasi-pubblica dell’Associazione dei Produttori dell’Intrattenimento Coreano (KEPA) ha affermato che ”sono per loro motivo di grande preoccupazione le accuse mosse in aula da alcuni membri dei TVXQ per dichiarare l’invalidità del loro contratto”. Venuto a sapere di questo, i fan internazionali, per i quali un’unificazione per un progetto è molto più difficile che per quelli coreani, hanno iniziato a muoversi. Per prima cosa, hanno steso una bozza della petizione, fatta in modo tale da essere capita e approvata dai fan di tutto il mondo. La petizione, scritta sotto il nome de “l’Unione dei Consumatori della Korean Wave e dei sostenitori dei JYJ”, includeva la legge internazionale sui diritti umani, la legge internazionale sui diritti del lavoro e i patti internazionali sulle libertà politiche e civili.
Le persone che hanno guidato la scrittura della petizione sono state uno studente di diritto americano proveniente da una istituzione d’elite e Jimmie Kim (25). Kim è una cittadina della repubblica coreana ma si è laureata in Relazioni Internazionali negli Stati Uniti e ha ottenuto un Master in filosofia legale all’Ecole Normale Supérieure francese. Kim, che ha lavorato presso l’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (OHCHR), a metà di questo mese è stata contattata dall’ Organizzazione Internazionale per il Lavoro (ILO) a Ginevra in Svizzera per iniziare a lavorare per loro. Kim, che risiedeva in Corea l’anno scorso, è venuta a conoscenza del telefilm in cui Park Yoochun dei JYJ recitava e ha scoperto grazie a questo che i JYJ erano coinvolti in un conflitto. Kim ha dichiarato “come persona che ama la cultura coreana e ha studiato legge internazionale, ho avvertito un senso di responsabilità e perciò ho partecipato alla stesura della petizione.” Per trovare precedenti simili, Kim si è anche consultata con la Commissione Americana per il Commercio Equo (FTC).
La petizione, che è stata stesa in inglese, è stata tradotta dai fan di tutto il mondo in 10 lingue differenti, incluso il francese, il portoghese, il turco e lo spagnolo. La campagna per la firma della petizione è stata aperta dal 2 al 25 Febbraio in tutti i siti sulla Korean Wave di ogni Paese. Per 3 settimane, 86.418 fan internazionali da 118 paesi del mondo hanno partecipato alla petizione. Non solo fan dalle nazioni asiatiche ma anche dall’Europa e dalle Americhe si sono uniti all’iniziativa. Fan da paesi dove dilagano proteste come la Tunisia e l’Egitto, ma anche da paesi che sembravano lontani dalla Korean Wave come Cuba, Giamaica, Kenya e Somalia hanno inserito i loro nomi nella petizione. Kim ha detto ”I fan internazionali, come consumatori della Korean Wave, sono delusi dalle violazioni dei diritti legali e umani dei JYJ”. Ha anche detto “Tra i fan internazionali, sentimenti del tipo ‘La Corea è veramente un paese libero?’ e ‘Sento che sto confondendo la Corea del Sud con la Corea del Nord’ hanno iniziato a diffondersi.”
L’analisi è che la petizione dei fan internazionali è un fenomeno nato grazie alla popolarità della Korean Wave. Articoli che riguardano il mondo dello spettacolo coreano vengono tradotti in meno di un’ora in inglese e nell’arco di una settimana in spagnolo, turco, e arabo per essere poi pubblicati sui siti che riguardano la Korean Wave in tutto il mondo. Kim ha dichiarato “La cultura coreana non è più proprietà esclusiva della Corea. Anche in altre nazioni vi sono molti fan che amano la cultura coreana.”
Intanto, il 21 Febbraio, la corte del Distretto Centrale di Seoul, Divisione Civile, sezione 51 (presieduta dal giudice Kim Dae Woong) ha emesso un ordine per Indiretto Performance Coatta, giudicando che ”SM Entertainment non dovrà interferire con le attività di intrattenimento dei JYJ” e che “per ogni violazione di questo ordine essa dovrà pagare 20 milioni di Won coreani (circa 20.000 USD/14.500 Euro)”.

Fonte: Chosun.com
Traduzione in inglese a cura di: Inklette@DNBN
Condiviso da: TheJYJFiles
Link: http://thejyjfiles.wordpress.com/2011/03/12/news-why-%E2%80%9Csave-jyj%E2%80%9D-80000-fans-of-the-korean-wave-from-118-nations-submit-petition-to-court/#comments

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