DOTS50-Intervista con i JYJ – Concerto in Tailandia – il concerto nel quale ci siamo sentiti più a nostro agio

Traduzione di MicaelaDOT_Italy
Correzione a cura di SarahDot_Italy

A seguire la sessione domande/risposte con i membri dei JYJ

D: Come vi sentite dopo il concerto che ha aperto il tour ieri?

Yoochun: Quando è finito mi sono sentito soddisfatto. Durante la preparazione del concerto vi erano alcune parti che non erano perfette a causa dei miei impegni e non mi sentivo sicuro. Normalmente quando ci sono occasioni in cui manca qualcosa ci si sente nervosi perché si sa che succederanno certi errori. Tuttavia ieri, nonostante ci siano ovviamente stati degli sbagli ma credo sia stato un concerto con un alto livello di completezza.

Junsu: Avrei voluto che avessimo avuto più tempo e mi spiace per questo. Poiché io nel frattempo stavo facendo musical e mi stavo preparando per diverse cose ho avuto momenti di stress e mi sono sentito sotto pressione. Nonostante la durata della preparazione non sia stata lunga, poiché ho discusso molto al telefono con Jaejoong hyung che si stava preparando a dirigere il tour, e dal momento che ho avuto queste conversazioni dirette (con il direttore stesso), sono salito sul palco con piena conoscenza dei vari aspetti del concerto. Per questo, ero molto a mio agio. Se ripenso ai ricordi dei vari concerti di inizio tour, questo è quello in cui mi sono sentito maggiormente sicuro e a mio agio. Tra tutte le nostre performance di inizio tour, questa è stata la migliore.

D: Come ti senti, come direttore, dopo la fine del concerto in Thailandia?

Jaejoong: Mi sento di nuovo emozionato e poiché questa era la mia prima sfida come direttore ero agitato e mi sentivo teso. Siccome questa era la prima volta che ero responsabile della direzione di un concerto ho anche imparato molto. E’ stata anche un’opportunità per fare esperienza in prima persona dell’angoscia e delle difficoltà dello staff di regia e non. In termini di grandezza, è probabilmente più piccolo di quando abbiamo debuttato. Ma io ho cercato il più possibile di rinforzare quegli aspetti che secondo me erano disagevoli per i cantanti. Penso che si possa dire di me che “si è preparato con tanto impegno”. Gli stessi membri del gruppo erano soddisfatti.

D: C’è un motivo in particolare che ti ha spinto ad assumere il controllo della regia del tour?

Jaejoong: Fino ad ora diverse persone erano state responsabili della direzione delle performance ma sentivo che non erano persone che conoscevano al meglio la mente dei cantanti. Il metodo (tipico) era pianificare l’esibizione e quindi dire (al cantante) di “seguire”, ed io ho pensato che quella non fosse la risposta giusta. Ho pensato che il palco ideale fosse quello in cui il cantante ed il regista si adattano l’uno all’altro, e volevo creare un’esibizione così. Non ha ancora raggiunto il livello finale di attualizzazione (di questo ideale), ma credo sia stata una performance soddisfacente.

D: Cosa pensano gli altri membri di Jaejoong come direttore dell’esibizione?

Yoochun: Adoro quest’idea. Anche quando avevo appena sentito che lui avrebbe assunto il ruolo di direttore esecutivo ho pensato “ Visto che è Jaejoong hyung, di sicuro farà bene”. Lui stesso ha preparato tutti gli aspetti (della regia) – le canzoni, il canto, le coreografie.

Junsu: Jaejoong ha preparato tutto da solo – perfino i tessuti dei costumi. In realtà, quando sei su un palco, ci sono aspetti che solo chi si esibisce su quel palco può percepire. Jaejoong hyung sapeva bene come funzionano queste cose, per questo io ero a mio agio. E’ sempre stato molto interessato alla regia dei concerti e per questo aveva il nomignolo di “Kim che dirige”, e questa volta è veramente diventato il Direttore Kim.

D: Ci sono episodi che sono avvenuti durante la preparazione di questo concerto?

Yoochun: In realtà ce n’è stato uno ieri. Siccome Jaejoong era concentrato sul suo ruolo come regista non riusciva a fare attenzione al suo ruolo come cantante *ride*

Junsu: Quando bisogna cambiare costume e c’è un minuto di tempo, bisognerebbe preparare la propria esibizione, ma lui pensava solo alla direzione della performance. “La luce non andava bene in questo modo”, e così via – faceva attenzione solo a queste cose.

Jaejoong: Ad essere sincero, a causa di tutti i dettagli dell’esibizione, non sono riuscito a fare attenzione alle canzoni e ai balletti (tanto quanto avrei voluto). Poiché ero il regista l’ampiezza delle aree di cui mi dovevo occupare era grande. Al design dei costumi e cose così, ovviamente dovevo farci attenzione. Ma poiché il mixaggio, la scrittura, e la composizione delle canzoni non mi soddisfacevano, ho prestato ancora più attenzione ad esse, oltre al fatto che è vero che non c’era abbastanza tempo.

D: C’è qualche motivo che vi ha spinto a scegliere la Tailandia come tappa iniziale del tour mondiale?

Jaejoong: Non c’è una ragione specifica. Abbiamo ricordi particolari per ogni paese (nel quale ci siamo esibiti).

D: Durante il concerto avete presentato quattro nuove canzoni. Che tipo di tracce sono?

Jaejoong: Tra le nuove canzoni, Yoochun ed io abbiamo scritto insieme il testo di “Get Out”. “Get Out” significa “Vattene” in coreano e le parole della canzone (ci) sono venute in mente mentre stavo lavorando a casa di Yoochun. Il testo è molto diretto. Vedo davanti ai miei occhi la scena d’amore tra la persona che amo e un altro uomo, ed esprimo le parole che voglio dire a quei due. Dapprima l’ascoltatore ha l’impressione che la canzone possa essere una ballata, ma poi si evolve in una canzone veloce dal battito dance. E’ una traccia dal suono positivo e divertente.

Yoochun: “In Heaven” è incredibilmente toccante e l’armonia dei tre membri è molto buona. Le parole sono state scritte come se fossero rivolte ad una fidanzata che è morta ed è in paradiso – è una canzone con un testo triste.

D: Il significato dell’attuale tour mondiale?

Jaejoong: Dal momento che più dell’80% delle canzoni del concerto sono tracce alla cui creazione hanno partecipato i membri stessi, c’è molto significato. Se si considera solo la performance in sé stessa, non è una di quelle esibizioni sofisticate create con un enorme investimento di fondi. Ho voluto mostrare l’altra faccia del fascino dei JYJ al pubblico. Non ho programmato nessun elemento che facesse disperdere la vista. Ho cercato di creare un’esibizione nella quale ci si potesse concentrare sulle canzoni, ed essere più vicini ai fan.

Yoochun: E’ il primo tour dei JYJ all’estero. La prima cosa che ho sentito è stato l’orgoglio per il fatto che “ora abbiamo abbastanza canzoni nel repertorio da permetterci di fare un concerto”. Voglio lasciare una forte impressione, unica per ognuno di noi tre, in molti fan e voglio anche presentarci come artisti capaci. Penso che questo sarà un concerto nel quale io posso valutare da me “Io sono in questo momento al livello x (della mia vita/carriera) e posso andare avanti e raggiungere x”. Credo che questa sarà per noi un’opportunità di crescere come artisti.

D: Cose che vi hanno deluso o che sono state per voi difficili mentre vi stavate preparando per l’album mondiale che è uscito lo scorso ottobre o per gli showcase all’estero dell’anno passato?

Jaejoong: E’ stato molto difficile. Non avevamo abbastanza tempo e la situazione di allora era così complicata che avrebbe fatto impazzire chiunque. Se prima dovevamo semplicemente mettere il cucchiaio su una tavola apparecchiata (n.d.t. =dare gli ultimi tocchi ad un lavoro già ben impostato), questa volta dovevamo creare dal nulla qualcosa con lo staff – era la prima volta che tentavamo di fare ciò e il processo di creazione era difficile. Poiché lo staff e i membri hanno fatto del loro meglio, credo che siamo andati bene fino ad ora. Ci devono essere ancora molti stadi (di questo processo) da affrontare, ma non mi importa se il futuro sarà ancora più difficile.

Junsu: La cosa importante riguardo all’album mondiale è stata che abbiamo potuto andare al di fuori dell’Asia. Los Angeles, New York…quei luoghi in America erano una cosa nuova per noi. Nonostante l’album stesso non sia nemmeno uscito ufficialmente negli Stati Uniti, si è posizionato al numero 5 della classifica di Billboard per l'”Album dell’anno”, e credo che questo sia un gran risultato. Sono felice di ciò.

Ma se c’è un rammarico, è il fatto che nessuno sa di queste imprese a parte noi. Abbiamo ricevuto una canzone da Kanye West, artista rinomato a livello mondiale, e abbiamo fatto uscire un album, ma moltissime persone che non sono nostre fan non ne sapevano nulla. Siamo fiduciosi della qualità dell’album ma è un peccato non aver potuto mostrare queste buone canzoni sui palchi coreani. Io credo che questi aspetti siano montagne che dovremo scalare in futuro. Faremo del nostro meglio.

Fonte: EDaily
Traduzione a cura di: JYJ3
Link: http://jyj3.wordpress.com/2011/04/04/news-interview-with-jyj-thailand-concert-the-concert-in-which-we-felt-the-most-comfortable/

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